I principali fattori di rischio cardiovascolare che determinano la prima causa di mortalità e disabilità all’intera popolazione mondiale sono l’ipertensione, il diabete, il fumo, l’ipercolesterolemia (alti livelli di colesterolo) e l’ipertrigliceridemia, cioè alti livelli di trigliceridi (grassi) nel sangue. Queste le cause che determinano nel nostro continente, circa 4 milioni di decessi all’anno; cifra che si ipotizza in aumento per il futuro. Si parla di dislipidemia quando i livelli di lipidi (colesterolo e trigliceridi) nel sangue sono alterati cioè i trigliceridi superano i 150mg/dl e il colesterolo totale è maggiore di 200 mg /dl. Stranamente un alterato quadro lipidico non presenta alcun sintomo, per cui una diagnosi certa si ottiene solo con un esame del sangue (in farmacia ormai è un test che è effettuato velocemente) con il quale si dosano i livelli dei trigliceridi, del colesterolo totale e delle due frazioni LDL e HDL. La frazione del colesterolo LDL, è denominata anche “cattiva”, perché è causa della formazioni dei cosiddetti ateromi o placche lungo le arterie che ostruiscono il flusso sanguigno, causando infarti o ictus. Secondo le indicazioni della medicina cardiovascolare, il colesterolo LDL dovrebbe essere meno di 115 mg/dl per i soggetti di rischio moderato e meno di 100 mg/dl per i soggetti con rischio alto. Tra questi soggetti vengono annoverati quelli che hanno avuto problemi cardiovascolari, diabete e insufficienza renale. Il colesterolo HDL, invece, è chiamato “buono” e non dovrebbe essere inferiore a 35 mg/ dl nell’uomo e non meno di 40 mg/dl per le donne.

Prima di intraprendere qualsiasi terapia utile a contrastare l’ipercolesterolemia, è indispensabile cambiare stile di vita con una sana e corretta alimentazione e una giusta attività fisica: aumentare il consumo di fibre, preferendo frutta, verdura, legumi, cereali. Ridurre invece, l’assunzione di cibi ricchi in grassi, come carne rossa, salumi, formaggi, burro e scegliere oli insaturi e naturali, quale olio di oliva extravergine. Per contrastare alti tassi di trigliceridi nel sangue, bisogna evitare alcol, zuccheri, succhi di frutta e bevande zuccherate. Se la dieta risulta insufficiente, il vostro medico sarà l’unico a prescrivervi integratori o farmaci. A proposito d’integratori, trovano largo uso, con effetti ipocolesterolemizzanti, i nutraceutici, quali fitosteroli ed il riso rosso fermentato. Questo riso contiene una molecola, la monacolina K che agisce con un meccanismo simile alle statine. Anche la berberina, aiuta a regolare i livelli di colesterolo HDL. E se l’assunzione di questi nutraceutici e una corretta attività fisica non bastano a normalizzare le dislipidemie, il vostro medico sarà obbligato alla prescrizione di farmaci a base di statine e fibrati. Farmaci efficaci ma che presentano non pochi effetti collaterali.